La Scultura di Antonietta D’Alessandro in mostra
Un Evento Artistico-Culturale di Sociologi per il Sociale
Tre giornate di arte e cultura alla Casa di Clara
Si è svolto, nei giorni 30, 31 gennaio e 1 febbraio 2025, presso l’associazione “La Casa di Clara”, il primo evento artistico-culturale di Sociologi per il Sociale dedicato alla presentazione dell’opera della socia-scultrice sig.ra Antonietta D’Alessandro.
La manifestazione si è articolata cronologicamente in tre giornate distinte. La prima, riservata alla presentazione dell’artista e all’illustrazione-discussione delle sue opere. La seconda, centrata sul tema “La Violenza sulle Donne”. La terza, un approfondimento antropologico-folcloristico delle tematiche culturali e artistiche trattate.
L’intervento di attori e ospiti speciali



La giornata conclusiva è stata arricchita dall’intervento rappresentativo, recitativo e teatrale di attori professionisti (Antonella Quaranta e Rodolfo Fornerio). Inoltre, ha visto la partecipazione del presidente di Sociologi per il Sociale, dott. Sergio Mantile, le cui osservazioni hanno offerto spunti di riflessione interessanti.
A completare il quadro, la presenza di una giovanissima e talentuosa pittrice di origine peruviana, alla quale l’associazione desidera dedicare future attenzioni e possibili eventi.
L’arte di Antonietta D’Alessandro: tra espressione e materia
Il prof. Dario Gazzillo, in apertura, ha illustrato la personalità e l’opera della sig.ra D’Alessandro, sottolineando come, a suo parere critico ed estetico, l’arte non sia solo “comunicazione”, ma anche una forma di espressione profonda. Nello specifico dell’arte scultorea, ha descritto il processo creativo come un equilibrio tra “pietrificazione dell’anima” e “animazione della pietra”, due forze opposte e complementari che si incontrano nella “forma”.
Un dibattito ricco di spunti artistici e culturali
Questa riflessione ha aperto un ricco e partecipato dibattito con gli artisti presenti in sala. La mostra della sig.ra D’Alessandro ha esplorato il tema dell’emozione e dell’inquietudine legate alle trasformazioni somatiche e fisiologiche della corporeità, vissute sia come crescita che come angoscia. Un’esplorazione intensa che si traduce nella pietra, rendendo eterno quel momento di trasformazione.
Tale “congelamento emozionale” si ritrova anche nelle altre opere della scultrice, il cui talento tecnico si unisce a una capacità espressiva sottile e a volte enigmatica, capace di trasmettere messaggi complessi. Con questa esposizione, Antonietta D’Alessandro lancia una sfida a se stessa e al pubblico, suggerendo un percorso artistico che promette di evolversi e sorprenderci ancora.
Noi, da osservatori e fruitori, attendiamo e seguiamo il suo viaggio attraverso gli oscuri recessi dell’arte, che si muove tra le profondità dell’anima e le luminose altezze dello spirito.
